
Mentre mi ingegnavo per trovare un modo di farmi una foto da uppare in questo blog, pensavo a come invece la totalità dell'umanità veda nelle foto uno dei bisogni primari.
Ho creato ormai una sorta di partizione nel mio cervello.
Si chiama "Lista ignore immagini". Racchiude tutte quelle "pics" di persone e luoghi che comprendono i generi "io alimento il mio io" e "prove fotografiche delle mie vacanze".
Quando ero un simpatico ragassuolo quindicenne, nei miei pochi viaggi, ci tenevo sempre a documentare l'impresa con immagini dal dubbio gusto e dall'indubbio dis-interesse.
Ma oggigiorno, con il boom dei cellulari e delle fotocamere digitali, quelle che prima potevano essere immagini da tenere in un armadietto e farsi una risata anni dopo, diventano merce da diffondere.
Centinaia, migliaia di foto fatte a sè stessi. Si sente il bisogno di immortalare il proprio corpo, come un bisogno fisiologico.
Poi c'è la categoria di persone che passa le vacanze cercando luoghi da fotografare, per poi rivederli a casa (in una parola sadici, masochisti o perversi, che dir si voglia).
E deve documentarti fotograficamente i posti in cui e stato (che al 99% mi frega meno di sapere come scaldare una pizza su un motore http://gaming.ngi.it/forum/showthread.php?t=343284 ). Quasi come se dovesse fornirti prove inoppugnabili che è stato lì.
C'è poi chi somma questi aspetti, fotografandosi con la Tour Eiffel alle spalle. Come se questo rendesse più belli sè stessi e sopratutto ci sia la prova definitiva che la persona X è stata al posto Y.
Ho creato ormai una sorta di partizione nel mio cervello.
Si chiama "Lista ignore immagini". Racchiude tutte quelle "pics" di persone e luoghi che comprendono i generi "io alimento il mio io" e "prove fotografiche delle mie vacanze".
Quando ero un simpatico ragassuolo quindicenne, nei miei pochi viaggi, ci tenevo sempre a documentare l'impresa con immagini dal dubbio gusto e dall'indubbio dis-interesse.
Ma oggigiorno, con il boom dei cellulari e delle fotocamere digitali, quelle che prima potevano essere immagini da tenere in un armadietto e farsi una risata anni dopo, diventano merce da diffondere.
Centinaia, migliaia di foto fatte a sè stessi. Si sente il bisogno di immortalare il proprio corpo, come un bisogno fisiologico.
Poi c'è la categoria di persone che passa le vacanze cercando luoghi da fotografare, per poi rivederli a casa (in una parola sadici, masochisti o perversi, che dir si voglia).
E deve documentarti fotograficamente i posti in cui e stato (che al 99% mi frega meno di sapere come scaldare una pizza su un motore http://gaming.ngi.it/forum/showthread.php?t=343284 ). Quasi come se dovesse fornirti prove inoppugnabili che è stato lì.
C'è poi chi somma questi aspetti, fotografandosi con la Tour Eiffel alle spalle. Come se questo rendesse più belli sè stessi e sopratutto ci sia la prova definitiva che la persona X è stata al posto Y.
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