lunedì 24 settembre 2007

Nuclear = Life



Da sempre io sono a favore del nucleare. E non per vani luoghi comuni: ormai qualunque vecchietto tu chieda cosa ne pensi del nucleare, ti dirà che "Tanto se salta in aria una centrale, stiamo vicini alla Francia e ci becchiamo le radiazioni pure noi".

E' un luogo comune, come le mezze stagioni e l'euro che ci ha rovinati. Però in un certo senso qualcosa ce lo dice, ugualmente. Cioè che la sensazione è che sia una fonte di energia necessaria, anche se molti non la comprendono appieno, e la associano ancora al fungo atomico di Hiroshima.

Mi ha sempre affascinato tanto questa forma di energia: non consiste più nel bruciare o nel riscaldare, ma, trasformandoci in piccoli omini della Dixan, interagire nella parte più intima della materia.

Ovviamente al giorno d'oggi sappiamo che "a-tomê " non è affatto indivisibile, e che ogni particella presente nell'atomo può a sua volta essere divisa in quark, finchè la materia stessa non diventa radiazione elettromagnetica, quindi energia. La materia è energia. Siamo fatti di luce, di energia purissima. Ma sopratutto abbiamo bisogno di energia.

Il petrolio non so quando finirà, penso ne avremo ancora per molto. Aumentando le tecnologie, si evolvono anche le tecniche d'estrazione, in fondo. Se fossimo stati ad ascoltare i catastrofisti che parlavano una trentina d'anni fa, adesso non ce ne sarebbe più un goccio.

Poi ci sono i volponi dei motori ad idrogeno, che gridano alla congiura perchè l'idrogeno risolverebbe tutti i mali del mondo. Quelli a cui si rivolgeva Leopardi quando parlava di "magnifiche sorti, e progressive", quelli che si sentono un brivido d'onnipotenza scoprendo l'acqua calda. In effetti è dall'acqua che si ottiene l'idrogeno, per elettrolisi. Applicando elettricità.

un tempo parlavano di auto elettrica, salvo rendersi conto che quest'ultima si ottiene dal petrolio (o dal gas in Italia).

Ma tornando al punto primario: perchè i Verdi si oppongono ad un nucleare? Non me lo spiego. Insomma, in un paese che campa con gli idrocarburi, opporsi al nucleare per un problema di scorie radioattive equivale a sciacquarsi le mani dentro un camion della monnezza.

In un edificio delle dimensioni di una palazzina, entrerebbero le scorie di anni ed anni di attività di molte centrali.

Un grammo di uranio genera l'equivalente di tre tonnellate di carbon fossile nella fissione nucleare... immaginate quanti gas serra in meno.

Sarà un problema di sicurezza forse? Ma una centrale nucleare non è mai esplosa. Non può farlo... poverina, a sentire tutte le stronzate che si dicono su di lei vorrebbe con tutte le forze esplodere, ma non ha un innesco, non ha la potenzialità, non ha la tecnologia per esplodere. E' stata progettata perchè la reazione a catena che avviene nel suo nocciolo si "autosostenga" cioè che un neutrone dell'atomo di uranio vada a innescare la reazione su un altro atomo di uranio, non come le bombe in cui i neutroni sono tre.

L'unico incidente si era verificato a Chernobyl, ma lì non c'era alcuna esplosione: era una fuga da un reattore, tenuto in condizioni da terzo mondo. Ecco, io le sanzioni le applicherei agli impianti tenuti in quella maniera oscena da persone senza la minima preparazione, non a Teheran.

A confronto della Russia sovietica, persino l'Iran è un baluardo della scienza.

In effetti in tutti i paesi civili, le centrali sono tenute sotto controllo da parametri strettissimi, e se ci fosse un problema verrebbe annunciato istantaneamente (in Ucraina si seppe dopo mesi...).

Oltretutto in mano a persone competenti, non ci sarebbe proprio la possibilità di fughe di materiale radioattivo.

Approposito di persone competenti, ecco cosa manca all'Italia per dotarsi di un sistema di centrali di terza generazione. Quelle che producono quasi niente di scorie e che non hanno praticamente alcun rischio. E che producono tanta tanta energia.

Ci mancano i fisici, guarda che strano. Eh già, stanno tutti in America, e non credo tornino molto facilmente se lo Stato gli offre un tozzo di pane come faceva qua. In fondo lì sono tenuti in somma considerazione e se li contendono a suon di dollaroni.

Infine si pone il vero quesito, quello che tutti si pongono ma non lo dicono per non essere presi per dei Berlusconetti. In caso di attentato terroristico?

Se un aereo col serbatoio pieno di kerosene si schianta su una centrale? Beh siamo fregati.

Ma i terroristi puntano al gesto simbolico, non allo sterminio di massa. Il World Trade Center era un simbolo, della nostra sicumera, una novella Babele che sfidava il cielo con la sua possenza, della nostra ricchezza rubata ai più poveri, il tutto tralasciando le dubbie condizioni in cui l'attentato avvenne (che sicuramente non sono le scemenze dei complottisti secondo cui i palazzi erano zeppi d'esplosivo, ma sicuramente c'era qualcosa di più dietro le disfunzioni del Norad e le troppe strane coincidenze).

E se proprio decidessero di farlo? Di schiantarci un aereo su una centrale?

Beh vi rimando alla saggezza del vecchietto medio: se lo fanno in Francia, Germania o in Europa in generale, siamo comunque fregati

1 commento:

Sesshomaru ha detto...

Ottima tesi, una centrale sarebbe una rampa di lancio se non il missile per far rivivere l'economia italian... forse non so se sai ma qui in italia (mi pare proprio in campania) hanno scoperto un nuovo combustibile che viene estratto dai rifiuti urbani.. si si proprio dalla spazzatura/immondizia... sarebbe stupendo e da quello che sò ha la stessa carica della benzina... stesso sistema... e inquina mooooolto di meno.. e no, non puzza... c'ho pensato anche io ma dicono che è inodore... tra l'altro ci sono certi motori in circolazione (di cui non ricordo il nome) che sono già in grado di bruciarlo ed utilizzarlo come carburante!!!! Sarebbe perfetto.. ma mi sà che sarà solo un sogno fin quando esistono i petrolieri ed il petrolio!